Dic 16 2008

Volumi & Open interest

Salve cari lettori, oggi vorrei continuare a parlarvi di volumi, in particolare di una netta differenza che deve essere fatta al fine di una corretta interpretazione. Sentire certe cose uscire dalla bocca di un principiante ci può pure stare, ma ascoltare da un professionista che i volumi corrispondono per i contratti a termine agli open interest, è davvero sconvolgente. In realtà esiste una marcata differenza tra gli open interest ed i volumi di scambio. Iniziamo dai volumi, dicendo che corrispondono al numero degli scambi avvenuti in un determinato arco temporale e di uno specifico strumento finanziario che può essere un’azione, un’opzione o  un future. Gli open interest invece riguardano nello specifico i contratti a termine come futures, e i contratti a premio come le opzioni. Gli open interest ci comunicano le posizioni aperte degli operatori su un dato contratto. E cioè non è la somma dei venditori e dei compratori a formare l’open interest, bensì il numero o dei compratori o dei venditori, che sicuramente si eguaglia visto che si tratta di contratti bilaterali. Se un operatore compra per chiudere e un altro vende per chiudere, il numero degli open interest diminuisce, viceversa se un operatore compra per aprire ed un altro vende per aprire l’open interest aumenta.

Venendo ora nei particolari dell’operatività con le opzioni, useremo i volumi in particolare sul sottostante, e cioè sulle azioni. Esso è espresso in milioni nel mercato USA, visto il gran numero di operatori che vi esercitano. I volumi vengono utilizzati come conferma della direzionalità del trend del titolo, ed esprime con quanta forza esso si espande specificando il numero delle transazioni tra compratori e venditori. L’open interest è invece un  parametro che riguarda soltanto le opzioni, esso è utile per valutare due cose:

la liquidità

il sentiment

Un contratto con un alto open interest è ovviamente molto richiesto, di conseguenza conserverà una liquidità tale da poter operare senza intoppi. Il sentiment invece riguarda la direzione che assumono gli operatori. Spesso l’open interest maggiore si ha nelle opzioni ATM-OTM, e per misurare il sentiment di solito si dà un’occhiata pure alle opzioni di segno opposto. Personalmente non do spazio a ciò che pensano gli altri operatori nei miei trade, ma visto come ragiona la “massa” mi trovo d’accordo con la teoria dell’opinione contraria, e cioè vai in controtendenza al sentiment.

2 Commenti per questo post

Trackbacks

  1. PieroNo Gravatar ha detto:

    Ciao Giovanni,

    Ok, messaggio ricevuto!
    A proposito di sentiment, in questo periodo in cui i mercati ed i rispettivi titoli sembrano viaggiare in un range laterale ben definito;
    a sentir gli analisti tanto blasonati si dovrebbe aspettare, non comprare non vendere a meno che non si abbiano aspettative a medio/lungo……..
    Ma noi operatori a breve cosa dovremmo fare?? aspettare cosa??
    La manna dal cielo?? o il superenalotto??
    Mi trovo in difficoltà, perchè è la prima volta che vedo i mercati muoversi di pochissimo o quasi niente e in laterale; in poche parole
    se realizzo 200 dollari in un giorno, il successivo li perdo, tu cosa fai?
    Help!!

    Ciao
    Piero

    16 Dicembre 2008 at 19:41
  2. Giovanni RomanoNo Gravatar ha detto:

    Ciao Piero
    innanzi tutto lascia che ti dica che la lateralità si sta verificando solo nelle aziende patrimonialmente stabili. In quanto le aziende più indebbitate stanno perdendo un pacco di capitalizzazione.
    Comunque in caso di lateralità puoi o sbizzarrirti con le strategie non direzionali, oppure divertirti a giocare sui massimi e sui minimi.

    16 Dicembre 2008 at 19:50

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