Vincere lo spread!
- 5 Commenti
Salve cari lettori. Una delle sfide maggiori che un trader in opzioni finanziarie si trova ad affrontare, in ogni operazione, è il recupero dei costi subiti per aprire l’operazione. Esistono tre passività alla quale un trader deve tener conto, ma solo due formano il divario del current return, e sono: le commissioni per contratto e lo spread. Ho detto tre perché a queste due vanno aggiunte anche le tasse, che se pur non partecipano al current return, costituiscono la terza passività dell’attività di trading. Le commissioni possono essere un fattore determinante, e l’unica arma che possediamo per proteggerci da esse è quella di scegliere un buon broker, che possibilmente non ci faccia pagare più di 5$ per esecuzione. Le tasse sono un’ulteriore batosta, soprattutto per chi guadagna molto con il trading. Per quest’ultime, noi in quanto operatori, non possediamo alcuna difesa, l’unico modo è possedere un buon commercialista, che comunque per quanto sia preparato non può far miracoli. Infine c’è lo spread. Indubbiamente è la voce meno consistente in termini monetari, ma conoscendo bene le dinamiche che regolano il funzionamento del book di negoziazione, può essere scongiurata. Lo spread corrisponde alla differenza tra prezzo denaro (bid) e lettera (ask) che deve essere colmata o dal venditore o dal compratore affinchè la transazione abbia luogo. Un operatore intelligente sa quando comprare o vendere ottimizzando lo spread per se. Ma come è possibile riuscirci? E’ sufficiente analizzare un book a due livelli. Già sappiamo che il book, ad esempio quello presente anche su optionsxpress, è formato da due riquadri, a sinistra i compratori (bid) a destra i venditori (ask). La proposta in bid è ordinata dalla più bassa alla più alta, mentre la proposta in ask dalla più alta alla più bassa. Ogni riquadro possiede due colonne alla quale dobbiamo porre la nostra attenzione, e cioè la colonna size (numero di pezzi) e la colonna price (prezzo). A questo punto mi aspetto che voi conosciate le leggi della domanda e dell’offerta, e cioè se il size dei compratori è maggiore di quello dei venditori, ci troviamo in un mercato del venditore in quanto il prezzo salirà, dal momento che il denaro è più forte della lettera, al contrario se il size dei venditori è maggiore di quello dei compratori ci troviamo in un mercato del compratore perché su questo itinerario il prezzo è destinato a scendere, dal momento che la lettera è più forte del denaro. Nella maggior parte dei casi per vincere lo spread è sufficiente entrare quando il “proprio gruppo” è meno numeroso rispetto al “gruppo avversario”, in questo modo avremo maggior potere contrattuale. Ma a volte ciò non è sufficiente, infatti occorre pure visionare il secondo livello del book per essere sicuri. Se al primo livello ci sono le proposte migliori e che stanno per essere eseguite, sul secondo livello ci sono le proposte che slitteranno dopo l’esecuzione del primo livello. Perciò se il potere contrattuale, pur prendendo in considerazione il secondo livello, rimane del vostro gruppo, questo è il momento di aprire la posizione, ed è il momento giusto di incassare lo spread di negoziazione.
5 Commenti per questo post
Trackbacks
-
Silvia
ha detto:
:-)! Ciao caro Giovanni . Sono ancora alle prese con le opzioni … Ultimamente ho visitato un sito http://www.avasaram.com dove sono anche proposte alune operazioni , ho guardato quelle che loro chiamano “Bear call spread”, puoi vederle anche tu sul loro sito ..praticamente ti chiedo un aiuto per capire se le operazioni che inseriscono sono buone o meno . Io non faccio cosi il Bear call spread .. Le operazioni che loro propongono poi sono a parte qualche eccezione tutte itm , come l’esempio su wfr che quota15.43 . Le opzioni sono 17.5 put long e 22.5 put short . Ma scusa , non sono itm ????:-)!!! Gia c’è scritto anche sul sito itm …Ma allora non capisco perche propongono tutte cosi queste operazioni se si viene assegnati !Addirittura da 17.5 long a 22.5 shrt c’è una bella differenza e se ti assegnano e non hai per coprirti altra liquidità sei fregato a vita no ? :-O
Valore implicito put = strike -sottostante ;
quindi per la long put 17.5 - 15.43 = 2,07 di Valore implicito itm
per la short put 22.5 - 15.43 = 7.07 di Valore implicito itm
Se sono itm come faccio a non venire assegnato ? E se uno viene assegnato allora che senso ha proporre davvero tutte queste operazioni ? Non ne capisco propio il senso credimi ..
Se tu mi puoi spiegare grazie mille !
In piu pensandoci , mi sono accorta che le ho trovate non poche anche su Optionetics ..ma non ne capisco davvero il senso scusami ..Perche proporle ?
Ma non c’è niente di meglio ?????!
Ti saluto e ti ringrazio
Silvia .15 Marzo 2009 at 14:43 -
Silvia
ha detto:
Scusa , ma riguardando le operazioni proposte dal sito non riesco a capire nemmeno il senso di questa operazione es stock ann 3.43 ;scad 98 giorni jun 09 ; long 2.5 short 10,0 ( il long è atm e lo short e itm di ben 2 strike dallo stock !). Visto che propongono l’operazione come un Credit , non dovrebbe essere megli avvicinarsi di piu hai giorni di scadenze minori ? ( cosi il premio si erode meglio …? )
:-O.15 Marzo 2009 at 15:09 -
Giovanni Romano
ha detto:
Ciao Silvia, ho dato un’occhiata, ed è vero che questi signori hanno effettuato un bull put spread con opzioni ITM. La distanza tra gli strike è giusta, infatti la giusta distansa per i vertical spread è lasciare uno strike di buco tra quello venduto e quello acquistato. In questo caso loro preferiscono assumere una posizione in cui affinchè l’operazione vada in profitto occorre che il titolo salga e poi rimanga fermo nel momento in cui le opzioni saranno approssimativamente ATM e si deprezzeranno di valore tempo. La controparte affinchè decida di esercitare il proprio diritto occorre che il titolo scenda al di sotto dei 13,5$ (altrimenti non avrebbe senso), perciò in caso di controtendenza saranno sicuramente pronti a chiudere (almeno prima della soglia dei 13,5$). Io personalmente mi trovo d’accordo con te, e penso che il credit deve essere fatto near the money, perchè se io mi accorgo che il titolo dovesse salire, come in questo caso hanno pensato loro, ci vado con una long call e non con un credit (magari solo dopo piazzerei il credit near the money), in quanto farei più soldi così.
Nel secondo caso invece, dal monento che il credit necessità del valore tempo delle opzioni affinchè si percepisca un profitto decente, è logico che maggiore è protratta nel tempo la scadenza , e maggiore è il margine del valore tempo, e di conseguenza il potenziale profitto.15 Marzo 2009 at 16:49 -
Piero
ha detto:
Ciao carissimo Giovanni,
Come va?? spero bene, la mia avventura nel mondo delle opzioni continua, devo affinare sicuramente l’ analisi ma non mi posso lamentare.
Il problema adesso, dopo aver scoperto la mia indole da speculatore a breve o meglio a brevissimo, devo assolutamente proseguire i miei studi perchè sento di avere delle lacune, sento che mancano dei pezzi al mio puzzle.
Ho assoluto bisogno di capire il funzionamento dei pattern, voglio capire i pivot, voglio divorare qualcosa come strategie a breve.
Adesso, come punto di riferimento rimani tu, ma vorrei che mi consigliassi delle letture professionali, dove io possa effettivamente
trarne benefici.
In giro ce ne sono tante, ma io voglio la migliore, magari quella che ha inspirato te.
Una buona domenicaPiero.
15 Marzo 2009 at 21:13 -
Giovanni Romano
ha detto:
Ciao Piero, io ti consiglio “Analisi tecnica dei mercati finanziari” di John Murphy e “I segreti del trading di breve termine” di Larry Williams. E ovviamente il mio, dove ho dedicato un’intero report separato all’analisi.
16 Marzo 2009 at 15:08
