Strategie neutrali & direzionali
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Salve cari lettori. La scorsa volta abbiamo descritto l’operatività dell’operatore non direzionale e abbiamo elencato sommariamente le strategie da esso utilizzate. Oggi vediamo di capire come agisce l’operatore direzionale è quali sono le sue strategie. Prima di iniziare è meglio chiarire qualcosa che avevamo lasciato in sospeso: le strategie neutrali. Le strategie neutrali non sono né direzionali e nè non direzionali. Le strategie neutrali permettono di aprire una posizione in cui si guadagna indipendentemente dalla direzione che il titolo prende, e cioè sia a rialzo che a ribasso. Tutto ciò grazie all’acquisto contemporaneo di opzioni Call e Put. L’unico inconveniente, e che determina il grado di rischio delle operazioni, è il fatto che il titolo deve muoversi con una certa violenza (se a breve termine) o con una certa consistenza (se a medio termine) per generare un profitto. Le strategie neutrali possono essere usate sia da operatori direzionali, che non direzionali, che fiutano attraverso dati tecnici storici, o attraverso rumors ed ernings, un movimento consistente del titolo. Le strategie neutrali sono:
Straddle
Strangle
Short Buttefly
Short Condor
Iron Butterfly
Iron Condor
Ora siamo finalmente arrivati alle strategie direzionali. Nelle strategie direzionali il tempo è un nostro nemico, infatti si può guadagnare in una sola delle 2 direzioni principali, o al rialzo o a ribasso, e lo si deve fare anche nel più breve tempo possibile. Sono strategie molto potenti e sono potenzialmente le più remunerative che esistono. Con queste strategie si può guadagnare tanto in pochissimo tempo, ma allo stesso tempo sono le più rischiose, e richiedono delle ottime doti analitiche, di personal management e self control. Le strategie direzionali sono:
Long Call
Long Put
Fischione
Volume Spike
Debit Spread
Tutte queste strategie consistono nell’acquisto non corrispettivo o di Call o di Put, permettendoci di guadagnare solo in una delle 2 direzioni, ma massimizzando i profitti. Solo due paroline per il Debit Spread e abbiamo finito. Il Debit Spread è l’unico Vertical Spread direzionale, pur consistendo in azioni di acquisto e di vendita corrispettive. Per andare in profitto necessita che il titolo si muova in maniera “leggera” in una direzione, se si tratta del Bull Call Spread, rialzista, se si tratta del Bear Call Spread, ribassista. Il Debit Spread serve ad abbassare i punti di break even, ma allo stesso tempo mette un tetto ai profitti potenziali.
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Trackbacks
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Silvia
ha detto:
Ciao Giovanni , ho scoperto il tuo blog da poco e devo dire che è molto interessante . Ho anche acquistato il tuo e-book
e lo sto leggendo ;-)! anche se conoscevo già le strategie in opzioni , penso sia comunque interessante e che possa darmi uno spunto in piu :-)!In reale al momento ho fatto solo credit , che è la mia strategia preferita e che ritengo la piu sicura , al momento . Leggendo il tuo e-book capisco che tu sei piu amante dei debit e delle long cal o put , spero di imparare davvero ad utilizzare al meglio e con profitto questi strumenti come fai tu
magari !In proposito ti chiedo , ma il grafico che usi tu dell’adx e degli altri indicatori è quello a 6 mesi o ci sono altri settaggi di tempo che risultano piu attendibili ? Grazie .
Altra cosa da chiarire per il calendar . Il profitto del calendar è dato dal deprezzamento dell’opzione short a breve ok ! Il pay -off del calendar cioè il suo grafico di rischio -rendimento ci dice che il titolo va in pofitto ( graficamente ) se rimane entro i 2 breakeven . Nella realtà pero e nel concreto noi bisogna stare attenti ad esempio nel calendar fatto con le put , che il calendar non vada sotto il beep o breakeven inferiore (e vicevesa con e call), quindi pensavo , il titolo puo anche superare il beep superiore nel caso delle put , ma l’importante è che non superi quello inferiore è giusto ?
A me non importa chiudere le due opzioni , ma solo la put short , quindi è quella che devo valtare e non la long che lasciata successivamente puo servirmi per fare nuove operazioni , ok ? Ho capito bene ?
Infine ti volevo avvisare che nella sezione di analisi tecnica dove c’è il titolo di due post dei patterns se si clicca per leggere l’articolo , non si trova , è vuoto , se puoi reinserirli ti ringrazio !
Silvia02 Marzo 2009 at 12:04 -
Piero
ha detto:
Ciao caro amico,
come procede? spero bene! ma si, a te va sempre bene immagino, del resto con tutta la tua esperienza eh?
Tranquillo lo sai che a me piace scherzare!
Volevo oggi chiarire un dubbio:
Non rieco bene a capire come funziona lo strike, esattamente, non riesco a capire perchè comprando una opzione near o aut the money, quindi lontana dal breakeven, io riesca ad andare in profitto molto tempo prima di raggiungere il breakeven point??
E poi, comprando l’ opzione più costosa, quella più vicina, esempio una dal costo di 5000$ si guadagnerebbe di più che se si acquistassero 10 dal costo di 500$??
Tu cosa sceglieresti?
( ovviamente è un’ esempio per capire il funzionamento dello strumento )
Grazie e buon trading, che sia la giornata migliore per entrambi!Piero
02 Marzo 2009 at 12:48 -
Silvia
ha detto:
Per Piero , ti rispondera sicuramente Giovanni piu approfonditamente , comunque permettimi se tu vai in profitto e non hai superato il tuo beep o breakevenpoint è per un aumento della volatilità implicita :-)!
02 Marzo 2009 at 13:49 -
Giovanni Romano
ha detto:
Ciao Piero, la tua è stata una buona domanda, ecco perchè ti dedico un post intero alla risposta, e anche parte del prossimo…
02 Marzo 2009 at 19:31 -
Giovanni Romano
ha detto:
Ciao Silvia. Non esitono “settaggi” di grafici più buoni o meno, tutto dipende dalla tua operatività. Io comunque uso un approccio a “pinza”, e cioè da una visione a lungo mi sposto ad una vione a breve.
Per quanto riguarda la calendar, e assolutamente necessario, affinchè vada in profitto, che il sottostante non sfori nè la protezione inferiore e nè quella superiore, indipendentemente se usi le put o le call. Solo dopo aver “rollato” al massimo la strategie, puoi ricomprare l’opzione short e assumere una posizione direzionale sperando in un ribasso nel caso si tratta di una calendar costruita con le put.
Grazie per l’avviso, provvederò il prima possibile a ripristinare gli articoli!02 Marzo 2009 at 19:38 -
Giovanni Romano
ha detto:
Un piacere Silvia puoi essere più precisa e mi dici i titoli dei post che non riesci a leggere, così vedo di risolvere il problema subito. Se per caso non riesci a visionare altri post dimmelo pure…
02 Marzo 2009 at 19:44 -
Silvia
ha detto:
Grazie Giovanni per le risposte , ma sul calendar , non riesco ha capire perche il titolo deve rimanere necessariamente anche dentro il breakeven che non va in assegnazione cioè long se il profitto appunto mi è dato dalla sola short , c’è una spiegazione ? Grazie mille e per l’e-book hai fatto comunque un buon lavoro !
Silvia :-)!02 Marzo 2009 at 19:50 -
Silvia
ha detto:
Si ok ora guardo ..
02 Marzo 2009 at 19:51 -
Silvia
ha detto:
Ciao Giovanni , ho controllato adesso , “Swing e rounding ” e “Testa e spalle ” le pagine risultano vuote , senza l’articolo ! Si , se ne trovo altri te le segnalo , grazie ! Stai facendo un buon lavoro :-)!
02 Marzo 2009 at 20:00 -
Silvia
ha detto:
Ciao caro Giovanni , rileggendo con piu calma la tua risposta non ho capito cosa vuoi dire esattamente con questo “Solo dopo aver “rollato” al massimo la strategie, puoi ricomprare l’opzione short e assumere una posizione direzionale sperando in un ribasso nel caso si tratta di una calendar costruita con le put.”
Thanks ;-)!03 Marzo 2009 at 09:59 -
Giovanni Romano
ha detto:
Il problema degli articoli dovrebbe essere risolto! Se per caso hai qualche altro problema o non ne leggi altri dimmelo pure!
03 Marzo 2009 at 13:20 -
Giovanni Romano
ha detto:
La calendar consiste nell’acquisto di una Call (o Put) a medio termine ed una a breve termine. Affinchè la strategia vada in profitto è necessario che l’opzine a breve si svaluti di valore tempo, e l’unico modo per far avvenire ciò è che il titolo si mantenga laterale e il sottostante non esca dalle protezioni (break even point), perchè altrimenti se così non fosse, l’opzione si apprezzarebbe di valore intrinseco, oppure in caso di controtendenza si svaluterebbe troppo anche quella acquistata a lungo. Perciò il guadagno con una calendar si ha solo in un mercato laterale. il termine “rollare” significa rivendere nuovamente un’altra opzione. Mi spiego meglio. Se acquisti un’opzione a 3 mesi, e vendi una ad 1 mese, trascorso un mese potrai decidere se incassare, o nuovamnte vendere un’altra opzione, “rollare” appunto, prolungando ancora per una altro mese la strategia.
03 Marzo 2009 at 13:27 -
Giovanni Romano
ha detto:
Una volta completata l’ultima “rollatura”, puoi decidere se restare in posizione direzionale con la put, oppure venderla e chiudere la posizione.
03 Marzo 2009 at 16:18 -
Silvia
ha detto:
Ciao Giovanni :-)! Volevo ringraziarti perche stai fecendo davvero un buon lavoro ;-)!
Grazie anche per la spiegazione sul calendar , comunque quello che mi riesce sono solo i credit
, ma mi reputo fortunata ..comunque studio molto …
Mi sembra difficile da mettere in reale il calendar ..in questo periodo con grandi scossoni di mercato ..04 Marzo 2009 at 19:54
