Feb 27 2009

Le strategie non-direzionali

Salve cari lettori. Grazie al post precedente abbiamo avuto una visione ben chiara degli operatori e della loro mentalità. Cominciamo ad  analizzare tutte le strategie disponibili con le opzioni, facendole aderire ognuna al propria tipologia di operatore. Le opzioni sono strumenti molto potenti sia utilizzate singolarmente, sia utilizzate in combinazione (combo). Le opzioni possono essere “mixate” tenendo conto di 4 variabili:

azione operativa (acquisto o vendita)

tipologia (call o put)

scadenza

strike price

A seconda di questi fattori variabili è possibile tirar fuori qualsiasi strategia, che ci fa guadagnare in qualsiasi direzione, e cioè sia se il mercato sale, scende o va laterale.

In questo post ci dedicheremo alle strategie non direzionali.

Le strategie che fanno parte della tattica di un operatore non direzionale sono appunto le strategie non direzionali e neutrali (sono due cose differenti).

Le strategie non direzionali si ottengono attraverso gli spread. Gli spread sono molto famosi, e sono importanti in quanto permettono di poter vendere opzioni pur tagliando il rischio, potendo così in questo modo assumere anche posizioni di credito che ci consentono di prendere giovamento dal trascorrere del tempo. Gli spread in tutti casi, indipendentemente dal tipo, consistono nel comprare e contemporaneamente vendere in maniera corrispettiva delle opzioni, “corrispettiva” perché a ogni opzione venduta è corrisposta una comprata, perché se così non fosse si parlerebbe di vendita allo scoperto, che non deve essere mai e poi mai effettuata. Gli spread possono essere di più tipi, ma i principali sono:

vertical spread

calendar spread

Diagonal spread

I vertical spread non direzionali sono: credit spread (bull put spread e bear call spread), butterfly e condor. I vertical spread si costruiscono comprando e vendendo un corrispettivo numero di opzioni di ugual tipologia (o call o put), con strike differente e con la stessa scadenza. Con questi spread si può guadagnare quando il mercato va laterale, e con il credit spread addirittura in 2 direzioni su 3, e cioè lateralmente, e contemporaneamente in una delle due direzioni a seconda di che credit stiamo trattando.

I calendar spread invece consistono nel comprare e vendere un corrispettivo numero di opzioni della stessa tipologia, ma questa volta con gli stessi strike e scadenza differente. Questi spread permettono di guadagnare solo quando il mercato va laterale, garantendo però un buon range in termini di larghezza delle protezioni.

Poi ci sono i diagonal spread, i meno utilizzati. Sono costituiti dall’acquisto e dalla vendita corrispettiva di opzioni della stessa tipologia e con strike e scadenze differenti. Sono difficili da gestire e poco pratici, inoltre non danno grosse soddisfazioni in termini di rendimenti. Un consiglio personale e di evitarli, teneteli solo come bagaglio di conoscenza finanziaria.

Nel prossimo post visioneremo le strategie neutrali e direzionali.

2 Commenti per questo post

Trackbacks

  1. GiangiacomoNo Gravatar ha detto:

    Caro Giovanni, innanzitutto complimenti per il blog, è ricco di contenuti e fatto anche bene, soprattutto considerato che sei un ragazzo di 20 anni !

    Io personalmente non sono un sostenitore della PNL made in Usa, nè tantomeno di Bardolla & Co, ma devo dire che la tua esposizione è seria ed oggettiva.

    Ciò premesso, ti dico la mia sulle strategie non direzionali. Il credit spread, se è OTM, non mi piace per nulla in quanto non differisce molto dalla vendita allo scoperto . Se ad esempio con l’ indice nostrano a 22000 vendo una Put 20500 Gennaio (194 punti)e ne compro una 20000 (130), è vero che ho dalla mia sia il rialzo che il laterale, ma rischiare di rimetterci 500 punti per incassare pochi spiccioli non mi pare proprio il caso. Basta che ti va male una volta, e ti rimangi i guadagni maturati fin lì.

    Il Long Calendar costituisce la spina dorsale della mia operatività, è un pò il vestito buono per tutte le stagioni, e il meglio di sè lo dà quando la scadenza corta venduta prezza più volatilità implicita di quella lunga comprata.

    I diagonali li uso anch’io di rado, solo quando ho un “buco” da riempire in corrispondenza di uno strike nel contesto di una strategia complessa, e voglio spenderci poco.

    Ti pongo una domanda. Nel caso che hai messo su un Calendar Spread, e il mercato ti scappa da una parte, come ti comporti ?

    1) Chiudi tutto in lievissima perdita su livelli del sottostante che hai prefissato ;
    2) Chiudi e ribilanci, ossia ti riposizioni sullo strike corrente ;
    3) Fai delta hedging con sottostante o future .

    O cos’ altro ?

    Ciao,

    Giangiacomo

    10 Dicembre 2009 at 19:25
  2. Giovanni RomanoNo Gravatar ha detto:

    Ciao Giangiacomo. Hai posto un bellissimo quesito. Valutando la mia esperienza posso dirti con tutta franchezza che l’azione che svolgerei è la numero 1. Se le condizioni di mercato non sono andate come previsto evito di fare resistenza e volere guadagnare forzatamente su un’operazione che ormai si è evidenziata perdente per puro sfogo emotivo. Perciò accetto la minima perdita possibile, e proseguo nella mia attività analizzando e operando in altre situazioni.

    15 Dicembre 2009 at 16:31

LASCIA UN COMMENTO

Form di Iscrizione

Iscriviti al Blog

Riconoscimenti al blog