Ott 27 2008

La risoluzione dell’analisi rischio/rendimento

Salve cari lettori, oggi affrontiamo la tematica di un’indispensabile strumento, spesso soggetto di interpretazioni strettamente soggettive. L’elemento in questione è l’analisi, vista nel suo più generale aspetto. Ogni trader possiede una propria metodologia analitica, ma la cosa più importante rimane sempre una: quale metodo funziona e quale no. L’analisi per noi operatori in opzioni può essere divisa in due grandi parti:

- l’analisi  rivolta al sottostante

- l’analisi rivolta alle opzioni

L’analisi rivolta al sottostante è la più vasta, comprende infatti analisi macroeconomica, fondamentale e tecnica, a sua volta la tecnica è divisa in analisi grafica, dei volumi e algoritmica. Per ora però lasciamo perdere l’analisi rivolta al sottostante, che tratteremo in seguito articolo dopo articolo, concentriamoci invece sull’analisi rivolta alle opzioni, che è un po’ l’oggetto di riflessione di questo post. Questo tipo di analisi studia fondamentalmente le caratteristiche delle opzioni prescelte sotto il profilo rischio/rendimento e il comportamento di un’opzione prima e dopo l’acquisto.

Sotto il profilo rischio/rendimento l’analisi inizia dalla scelta della strategia che si vuole applicare e la successiva scelta delle opzioni in termini di prezzo, tipo (call o put) e quantità. Successivamente è opportuno verificare gli open interest (OP), si tratta delle posizione aperte per una data opzione, ed è importante che tale parametro sia almeno del valore di 2000 in su. Successivamente è importante delineare i parametri che compongono il valore delle opzioni:

- valore intrinseco, cioè verifica se l’opzione è “in the money“, “at the money” o “out of the money“. Rispettivamente si tratta della differenza tra strike e sottostante positiva, intorno a zero e negativa.

- valore tempo, cioè verifica della scadenza. In questo caso è opportuno scegliere opzioni non vicine alla data di scadenza, semplicemente perché è negli ultimi 10 giorni di vita che l’opzione perde la maggior parte del valore temporale..

- valore volatilità, cioè la verifica dei percentili di volatilità implicita e della sua porzione nel premio delle opzioni.

- valore tassi di interesse. Si tratta di una variabile già meno importante rispetto alle altre, ma in periodi particolarmente volatili del comparto macro-obbligazionario può fare la differenza, in questo caso come variabile di riferimento useremo la greca rho.

A questo punto entrano in campo le greche, che sono molto utili per capire come si comporteranno le opzioni dopo l’acquisto. Le greche da monitorare sono: delta, gamma, vega, theta e rho.

Successivamente è utilissimo visionare il payoff, cioè il grafico rischio/rendimento, in maniera tale da avere una visione chiara del current return (punto in cui si iniziano a recuperare i costi), del brakeven (punto al di sopra del quale si inizia a guadagnare), il debito o il credito ricevuto (debit o credit), e infine la massima perdita (max potential loss) e il massimo profitto (max potential profit) realizzabile.

Analizzate minuziosamente questi punti sia prima dell’acquisto, che nel monitoraggio, e occhio alle commissioni e ai margini.

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