Mar 30 2009

I margini di garanzia

Salve cari lettori. In questo post mi piacerebbe approfondire con voi il funzionamento dei margini di garanzia. I margini di garanzia interessano non solo chi vende opzioni completamente scoperte, ma anche coloro che applicano strategie a scoperti parziali. Le due strategie che io stesso applico e che richiedono bene la conoscenza ed il funzionamento dei margini di garanzia sono il credit spread e la syntethic. Ogni qual volta noi vendiamo un’opzione non coperta, le cui perdite possono scendere al di sotto del punto del current return, il broker si preleva dal nostro conto un po’ di soldi. Vediamo più approfonditamente come ciò avviene. I margini minimi sono definiti dalla Clearing House, istituzione chiave del mercato dei derivati, che si occupa della solvenza delle operazioni compiute dagli operatori al fine di garantire la corretta esecuzione degli impegni presi alla controparte attiva dei negozi. I margini minimi vengono definiti come già detto dalla clearing house, ma il broker può aumentare tali marginazioni per come ritiene più opportuno in base alla situazione della liquidità interna, perché infatti la Clearing House regola tutti i rapporti direttamente con i broker, ed eventuali insolvenze si ripercuoteranno su quest’ultimo, solo  dopo aver risolto il problema che il broker farà rivalsa sul cliente. Il margine di garanzia su un’opzione è composto da due differenti tipologie di margine:

margine di garanzia = margine iniziale + margine premio

Il margine iniziale viene richiesto all’atto di vendita di un’opzione, quindi all’apertura della posizione. Questo margine si riflette sul valore totale del contratto, e cioè sul valore del lotto contratto sottostante. E’ espresso sotto forma di percentuale del valore sottostante da versare alla Clearing House immediatamente per l’apertura della posizione. Facciamo un esempio: Decido di vendere un’opzione il cui valore delle 100 azioni sottostanti è 45$. Ammettiamo che il margine sia del 10% (può variare da titolo a titolo a seconda della sua volatilità media). Per aprire la posizione il broker scalerà dal nostro conto 4500 X 10/100 = 450$. Questo margine è garante nel caso in cui la controparte decida di esercitare l’opzione o le opzioni vendute.

Ora veniamo al margine premio. Questo tipo di margine non viene richiesto subito, bensì alla chiusura, cioè solo se l’operatività si protrae overnight. Il suo valore corrisponde al valore corrente di riacquisto dell’opzione. Esso serve alla Clearing House se si trovasse in condizioni critiche di mercato tali da dover riacquistare l’opzione per chiudere la posizione scoperta. Così se la mia opzione costa 200$, questa sarà la somma che a fine giornata il broker dovrà consegnare dal nostro conto alla Clearing House.

Questi due elementi formano il margine di garanzia, che verrà interamente restituito alla chiusura della posizione. Tale margine è comunque soggetto a variazioni, che possono essere giornaliere o infragiornaliere.

La variazione giornaliera è un aggiornamento dei margini che si effettua solo a fine giornata. A fine giornata il margine può variare in funzione dell’andamento del mercato, e ci verranno o accreditati o addebitati somme di denaro a seconda dell’andamento positivo o negativo del titolo sottostante.

La variazione infragiornaliera è tale e quale a quella giornaliera, solo che si effettua non alla chiusura , ma durante il corso della seduta, nel momento in cui vi sia un eccesso di volatilità del titolo che ha rotto gli argini dei percentili di volatilità supportati dalla CH (Clearing House).

2 Commenti per questo post

Trackbacks

  1. Marco De CarloNo Gravatar ha detto:

    Ciao Giovanni,

    ti faccio un esempio per capire se ho capito bene :-)

    Faccio una Vertical Spread Call Credit su Google quotato a 410.

    - Compro una Call OTM con SP 450 e premio $1.80
    - Shorto una Call OTM con SP 440 e premio $3.20

    Incasso subito $3.20 - $1.80 = $1.40.
    Come margine di garanzia devo dare il 10% del premio della Call che sto shortando, ovvero $32? Non è un po’ pochino visto che la perdita massima potenziale è $880?

    Grazie mille,
    Marco

    12 Luglio 2009 at 17:34
  2. Giovanni RomanoNo Gravatar ha detto:

    No non è così. Dal momento in cui effettui un’operazione a scopreto parziale il margine premio solitamente non lo richiedono (ossia il margine per il riacquisto dell’opzione). Richiedono però il margine iniziale o standard, che è calcolato sul montante scoperto utile all’eventuale riacquisto dell’opzione venduta in caso di esercizio, perciò non viene calcolato sul prezzo dell’opzione come hai fatto tu. Se ci fermiamo a ragionare però il margine iniziale, dal momento che hai effettuato un credit con opzioni abbastanza OTM, neanche c’è inizialmente, infatti il titolo quota 410 e l’opzione venduta possiede uno strike di 440, perciò per la controparte l’esercizio risulta essere ragionevole dopo circa 443$. Il broker comunque calcolerà lo scoperto da 440$ in poi, l’ammontare di tale scoperto sarà costituito dalla differenza tra il prezzo corrente e lo strike price (440) dell’opzione venduta, così la percentuale di margine dovrà essere calcolata su questa porzione di scoperto che può stringersi o allargarsi sino ad un tetto massimo, ossia quello dello strike 450 acquistato. In questi casi solitamente i margini sono aggiornati a fine giornata.

    13 Luglio 2009 at 00:45

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