E’ l’operatore a fare le strategie, non il contrario
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Salve cari lettori. In questo post introdurremo il concetto di strategie, e nel prossimo passeremo in rassegna tutte le tipologie di strategie applicabili con le opzioni. Ora è opportuno comprendere che le strategie sono frutto delle esigenze degli operatori. Un operatore che si rispetti agisce con un piano strategico ben strutturato e che gli consente di raggiungere i propri obbiettivi finanziari, quest’ultimi preventivamente definiti. Perciò è solo in base alle sue esigenze che un operatore sceglie quali strategie applicare. Ma da che cosa nascono queste esigenze? Nascono dalla prospettiva di realizzo economica che ci si aspetta di ottenere operando nel mercato finanziario. Ed è proprio in base a ciò che possiamo distinguere due tipologie di trader in opzioni:
operatori non direzionali
operatori direzionali
La differenza sostanziale tra i due sta proprio nell’utilità finanziaria che traggono dal mercato. Gli operatori non direzionali sono operatori che protraggono le loro posizioni sul medio termine, beneficiando del trascorre del tempo. Infatti con le combinazioni delle giuste opzioni è possibile trarre vantaggio da un’operatività passiva e che va da un minimo di 3 settimane fino a 2 mesi. Operando in maniera non direzionale si conosce già il massimo profitto, infatti si baratta una maggiore sicurezza con una minore redditività, ponendo dei tetti ai rendimenti potenziali. L’obbiettivo del trader non direzionale è perciò una buona rendita extralavorativa prediligendo un’operatività più sicura ma protratta nel tempo. Si tratta cioè di un vero e proprio attivo del bilancio personale. Operare in questa maniera non richiede un notevole livello di conoscenze analitiche, in quanto il mercato già di per se si muove nel 67% dei casi lateralmente, in più è possibile aggiungere sicurezza anche con un’analisi a medio termine abbastanza superficiale.
Poi ci sono gli operatori direzionali, il cui motto è “fai più soldi che puoi, per tutto il tempo che puoi”. Il trader direzionale a differenza di quello non direzionale è un cacciatore di liquidità, egli infatti vuole fare tanti soldi e in fretta. Egli non cerca una rendita stabile e duratura, piuttosto il mercato è un luogo dove poter accaparrarsi liquidità sfruttando al meglio le occasioni di trading. Nell’operatività direzionale il tempo è nemico dell’operatore, il quale è intento a cogliere le tendenze minori e secondarie del mercato. L’operatività è molto breve va da intervalli intraday, fino ad un massimo di una settimana lavorativa. Il trader direzionale è come un surfista, che cavalca le “onde” del mercato in maniera aggressiva e rapida. La sua è un’operatività attiva, infatti necessita della sua presenza almeno due volte al giorno, ma il tempo dedicato viene estremamente ben ripagato da cifre che possono essere davvero enormi. I trader direzionali infatti per la maggior parte dei casi sono trader indipendenti che hanno fatto del trading la loro principale attività lavorativa. Ma la strada non è tutta in discesa, altrimenti la scelta operativa sarebbe ovvia. Infatti il trading direzionale richiede delle eccezionali doti di analisi di breve termine, ed inoltre i profitti sono sì esponenzialmente e potenzialmente più elevati, ma lo è anche il rischio. Infatti le statistiche ci dicono che solo 20% dei trader direzionali sopravvive e guadagna cifre esorbitanti.
