Mar 2 2009

Come funziona il punto di break even?

Salve cari lettori. Oggi voglio chiarire un argomento importante in merito all’analisi rischio/rendimento delle opzioni. L’ispirazione a scrivere questo post me la ha data uno dei nostri eccezionali lettori. La domanda a cui risponderemo oggi è questa:”Perché le opzioni iniziano ad apprezzarsi e a farci guadagnare prima che il sottostante oltrepassi il punto di breakeven?” La risposta non è scontata, ed anche io durante il mio corso di studi mi sono trovato a dover rispondere da solo a questa domanda, in quanto già due o tre anni fa non c’erano siti italiani sulla didattica delle opzioni finanziarie. Ma oggi le cose stanno diversamente e possiamo sciogliere tranquillamente ogni tipo di dubbio su questo argomento. Per capire a fondo la risposta alla domanda, è necessario che apriate Options Oracle, un software gratuito per l’analisi rischio/rendimento ed il money management, scaricabile dal sito www.samoasky.com . Una volta aperto il software immettiamo il ticker, per esempio XOM, poi prendiamo una Call e trasciniamola in portafoglio. Ora cliccate su “graph” in basso a sinistra e vi si aprirà un bel grafico rischio/rendimento davanti gli occhi. Il grafico così osservato è un normalissimo pay off dell’opzione, ma ora provate a guardare in alto a destra. Come potete vedere il grafico così disegnato è la situazione dell’opzione in corrispondenza della data di scadenza, dove il valore temporale è nullo, e corrisponde al valore che l’opzione avrebbe qualora venisse esercitata immediatamente. Così premendo sulle freccette che fanno andare il grafico a ritroso nel tempo di origine dell’opzione, notiamo che quest’ultimo inizia a mutare sotto i nostri occhi assumendo una forma non più rettilinea, ma curvilinea, e dove il sottostante si attacca quasi al punto di break even. Così non appena il sottostante sale inizia la breve salita del current return, ossia lo spazio entro il quale iniziamo a recuperare i costi di commissione ed eventuali spread perduti, per poi arrivare subito al brak even point. Il grafico se pur così distorto è il vero grafico che rispecchia la situazione attuale delle opzioni, o delle opzioni nel caso in cui si tratta di strategie combinate, tenendo conto anche del valore temporale, e non solo di quello intrinseco. Si può così comprendere l’utilità di un software del genere, che consente di seguire la posizione giorno per giorno a seguito dell’evolversi dei parametri, e senza ricorre a complicate formule matematiche. Mi rendo conto che la cosa è abbastanza pesante da capire, ma studiateci e meditateci su, perché la prossima volta vi svelerò un segreto, ora non voglio sovraccaricarvi troppo.

2 Commenti per questo post

Trackbacks

  1. PieroNo Gravatar ha detto:

    Ciao Giovanni,

    Per iniziare voglio ringraziarti per ” l’ eccezionale lettore ” credimi sono davvero lusingato, lo sono anche per aver conosciuto una persona come te.
    Quanto al discorso del grafico di option oracle, purtroppo se ricordi, io uso un Mac non un PC, per cui per me è addirittura impossibile scaricare tale software.
    Al massimo se ti capita, o se lo sai già, potresti consigliarmi un’ altro software usabile con Mac, che abbia però, le stesse caratteristiche del suddetto Oracle.
    Ringraziendoti in anticipo ti auguro la migliore giornata di trading in assoluto!!
    Il tuo amico

    Piero

    03 Marzo 2009 at 15:02
  2. Giovanni RomanoNo Gravatar ha detto:

    Ciao Piero, personalmemente non conosco atri software strategici che assomigliano ad oracle in termini di qualità. Io ti consiglio seriamente di valutare di installare windows nel tuo computer. Fatti fare un backup dei dati. I programmi, soprattutto quelli inerenti all’ambito finanziario, sfruttano il sistema più usato e cioè windows. Comunque la cosa non è molto complicata, e le funzionalità sono le stesse.
    Comuque spero che tu abbiam capito ugualmente il concetto del post.

    03 Marzo 2009 at 16:15

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