S&P 500: il cuore della capitalizzazione mondiale
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Salve cari lettori oggi voglio parlarvi di un argomento macro, e precisamente di un indice molto importante per noi operatori in opzioni. L’indice in questione è l’S&P 500 (Standard & Poor’s) americano. Ma prima di iniziare è meglio definire che cos’è con esattezza un indice di mercato. Un indice non è nient’altro che un paniere di titoli, prescelti secondo una comune caratteristica. Lo scopo degli indici è quello di monitorare l’andamento economico di un settore e misurare lo stato di salute di un dato mercato a livello globale, tutto ciò per avere un quadro complessivo dell’andamento degli scambi giorno dopo giorno.
Come già sappiamo i principali indici del mercato USA sono:
Dow Jones
NASDAQ Composite
S&P 500
Il Dow Jones è un paniere di titoli che raggruppa tutte le aziende più industrializzate. Il Nasdaq Composite raggruppa invece i titoli tecnologici più capitalizzati. E infine l’S&P 500, ossia l’indice che per eccellenza raggruppa i titoli più capitalizzati del mercato USA, quindi del mondo! Per gli operatori in opzioni la capitalizzazione di un titolo è molto importante, perciò è ovvio che lo Standard & Poor’s è indubbiamente il paniere di titoli da tener complessivamente sempre sott’occhio, e inoltre sarà lo stesso paniere da cui si dovrebbero scegliere i titoli su cui speculare. Secondo me è inutile andare a girovagare in tutto il mercato alla ricerca di titoli appetibili, perché i titoli veramente interessanti sono tutti contenuti nello Standard & Poor’s. Quest’ultimo aggiornato periodicamente. L’S&P 500 lo definisco il termometro del mercato mondiale, ciò perché in questo indice sono in ballo davvero tanti soldi, tanti per quante sono le aziende più capitalizzate del mondo. Perciò se la capitalizzazione è un parametro di riferimento per verificare la salute del mercato, l’S&P 500 è lo strumento con cui la misuriamo.
