Feb 9 2009

Separare i compratori dai venditori

Salve cari lettori, oggi discuteremo di un argomento presso che fondamentale. Molti lo danno per scontato, ma è davvero importante per un trader in opzioni a breve termine conoscere le dinamiche di compravendita del mercato azionario. Il mercato finanziario, come dice Douglas nel grande film “Wall street”, è una guerra di trincea. Una guerra che quotidianamente si sviluppa tra due schieramenti: compratori contro venditori.

Quando il prezzo sale vuol dire che la quantità di domanda dei compratori è superiore all’offerta dei venditori, generando una salita del prezzo di cui ne beneficia sicuramente il venditore, ecco perché viene definito in questo caso mercato del venditore. Quando viceversa il prezzo scende, significa che i venditori presentano una quantità di offerta superiore alla domande dei compratori, in questo modo i venditori esercitano più pressione dei compratori ed il mercato scende, dando vita al mercato del compratore, perché hanno vinto i compratori acquistando a prezzo più basso.

Il problema principale degli speculatori a breve è definire la  forza dei singoli path di mercato. Fu Larry Williams ad insegnarmi per la prima volta che basta osservate un path, ad esempio una barra (un giorno del grafico a barre), per evidenziarne le caratteristiche intrinseche della forza della compravendita:

La forza dei compratori è rappresentata dalla differenza tra la chiusura ed il minimo.

La forza dei venditori è rappresentata dalla differenza tra il massimo e la chiusura.

Definire questi concetti è importantissimo, perché se ben integrati da un attento studio dei volumi, si tratta dei principali oggetti di studio per un buon trading di brave termine. A proposito di volumi, una cosa fondamentale è che essi corrispondono alle quantità scambiate, ma le quantità scambiate non influenzano in alcun modo le pressioni, o la forza, che si esercitano tra compratori e i venditori, cioè volumi di scambio e forza sono due cose distinte, infatti la forza è osservabile tenendo in considerazione i singoli path, mentre i volumi osservando il semplicissimo grafico a barre al di sotto del grafico del prezzo.

6 Commenti per questo post

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  1. PieroNo Gravatar ha detto:

    ciao carissimo,

    Come va tutto bene?
    Io sono soddisfatto dopo il secondo giorno di trading reale, oddio, ci sto andando con i piedi di piombo, come è giusto che sia, ma vedo già le mie piccole soddisfazioni.
    Oggi però è successa una cosa strana, praticamente, dopo aver comprato a fine giornata il mercato era piatto, il profitto anche, quindi ho pensato di uscire.
    Ho chiesto di vendere al meglio ( market ), pensavo di uscire incassando il “bid” invece mi ha venduto esattamente al prezzo ultimo ( last price ) quindi anzichè in profitto sono uscito il leggerissima perdita.
    Sai Giovanni, forse dovrei imparare ad usare le proposte di acquisto al prezzo da me voluto, ma all’ inizio per paura che non accettino l’ ordine e che rimanga in attesa sto facendo così, l’ unica cosa che non mi piace è che così non vedo mai a quale prezzo sto vendendo.
    Mi piacerebbe mi dessi un consiglio, io ascolto solo te!!
    Una buona serata

    Piero

    11 Febbraio 2009 at 21:39
  2. Giovanni RomanoNo Gravatar ha detto:

    Hai iniziato bene, io al primo trade persi molto di più.
    Fare un pò di slippage non compromette l’ordine, perciò se usi il limit per essere sicuro di eseguire, se devi acquistare, aspetta che i venditori siano in maggioranza, se devi vendere, questa volta aspetta che siano i compratori ad essere in maggioranza. Un altro consiglio e di decidere in anticipo a quale prezzo sarai disposto ad entrare, così se si presentaranno le condizioni agirai altrimenti no. Comunque ricordati che finchè l’ordine e solo al mercato e non ancora eseguito e sempre possibile annullarlo, perciò tanto vale andare in limit order. Comunque la differenza è poca, potrai al massimo risparmiare 5-10 euro per trade, ma ti porta più fatica, perciò se tu ti trovi meglio con il market fai pure, conosco molti trader di successo che operano alla grande con il market order perchè non vogliono avere seccature. Trova il tuo metodo, tanto te l’ho già detto è questione di pochi euro.

    11 Febbraio 2009 at 22:03
  3. SilviaNo Gravatar ha detto:

    Salve , complimenti per il blog interessante . Aggiungo la mia esperienza in reale con le opzioni , in un bear call spread con il market , non sempre va tutto bene , l’operazione da me scelta è andata in profit ma il m.m mi ha quotato piu l’opzione acquistata che quella venduta , e nel credit è il contrario , quindi ci ho rimesso e sono andata in perdita …a volte è molto difficile entrare con lo slipage di contro …

    17 Febbraio 2009 at 23:00
  4. Giovanni RomanoNo Gravatar ha detto:

    Ciao Silvia, e grazie per il complimento. Effettuando un vertical credit spred, come ad esempio il bear call spread, dal momento che è una strategia a credito, è normale affinchè l’operazione vada in profitto che l’opzione ATM venduta, e che dovrai ricomprare si svaluti, mentre l’opzione OTM che hai acquistato, e dovrai rivendere abbia subito una variazione in aumento. E’ proprio per questo motivo che hai ottenuto un profitto grosso o piccolo che sia.

    17 Febbraio 2009 at 23:27
  5. SilviaNo Gravatar ha detto:

    Quello che volevo dire era questo , siccome il profitto del credit a scadenza è dato dal costo dell’opzione venduta ( che si deprezza nel tempo , cosi il credito derivante dall short è nostro ) meno l’opzione long , che ovviamente è di uno strike dal costo oggettivamente minore ripetto allo short ( ci serve come copertura ) meno lecommissioni . Questo è il profitto oggettivo di un credit . Ma se vai a market , il m.m ti puo benissimo fare degli eseguiti sballati quotandoti ad esempio l’opzione short minore della long , questo vuol dire che se tu fai l’opione short -la long - le commissioni , vai in perdita e non in profit , e questo puo accadere se tu vai con l’ordine market .
    In piu ho notato che se lo strike fra opzione short e long è molto lontano , hai piu possibilità che l’ordine market ti venga eseguito decentemente ovvero con l’opzione short che costa piu della long , cosi da avere un profitto ! Se i 2 strike sono vicini c’è molta piu probabilita che il market maker esegua male e quindi si va in perdita . Di contro pero’ usare molti strike di diferenza tra la long e la short aumenta il massimo riskio che il broker chiede in garanzia , e viceversa ..

    18 Febbraio 2009 at 12:11
  6. Giovanni RomanoNo Gravatar ha detto:

    Ciao Silvia. Il credit ottimale consiste nella vendita di una call ATM e l’acquisto di una call OTM 2 strike più in basso, in questo modo ti basta guardare il payoff per capire come sia ben calibrato. Oltre a ciò il credit richiede tempo per andare in profitto se il titolo si muove poco, perciò se hai delle commissioni troppo alte ti sconsiglio di eseguire gli spread, piuttosto cambia broker. Lo specialist (operatore del MM) pubblica prezzi particolarmente discostati e con spread “strani” o a seguito di fenomeni psicologici particolari, o in momenti temporanei di carenza di liquidità. Ma tali fenomeni sono abbastanza rari se in condizioni stabili di mercato.

    18 Febbraio 2009 at 23:29

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