Crisi o Recessione?
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Da qualche mese in tutti gli ambiti della vita quotidiana, dal barbiere al TG, non facciamo che sentire notizie finanziarie. Improvvisamente tutti si sono rivelati degli esperti, in realtà, nonostante tutto in TV si parla ancora di crisi. La risposta è che nel campo macroeconomico regna la più oscura incompetenza. Oggi noi consumatori e investitori non ci troviamo in un periodo di crisi, bensì in un periodo di recessione economica. Ma qual è esattamente la differenza? Le differenza sono molteplici, tanto che, se pur l’una consecutiva all’altra, sono due fasi del ciclo economico completamente differenti. Una crisi economica inizia nel momento in cui termina la fase dell’espansione, cioè il mercato accumula accumula accumula, fina a quando non si giunge ad un’alterazione eccessiva del tasso di inflazione. A questo punto il costo del denaro cresce facendo impennare tassi di interesse, con il conseguente affaticamento del settore azionario, e materie prime, come petrolio e oro. In sostanza una crisi determina l’apprezzamento eccessivo di quelli che sono dei veri valori tangibili come oro e altre materie prime. Questo provoca un rallentamento dell’economia, a seguito dell’aumento del costo della materia prima e dei finanziamenti. Le spese di tutto ciò si fanno sentire sulle aziende, che vedono diminuire il proprio asset patrimoniale, tanto da scoraggiare risparmiatori e investitori, che a questo punto preferiscono liquidare le posizioni facendo crollare i titoli. A questo punto entra la recessione economica, e cioè le aziende rilevano un indebolimento del fatturato e il prodotto interno lordo diminuisce. Così le aziende corrono ai ripari tagliando i costi fissi del lavoro, e andando ad aumentare in maniera drastica la disoccupazione. E’ chiaro a questo punto che in periodi di paura e disoccupazione la propensione a spendere denaro in ogni consumatore è ai minimi, così la moneta circola con minore frequenza ed inizia a riacquistare forza (deflazione), il costo del denaro, e quindi i tassi di interesse e le materie prime, diminuiscono il loro valore monetario a seguito del rafforzamento della moneta. La fase di recessione e destinata a durare per un periodo più o meno lungo (sicuramente più lungo della crisi), ma risulta essere un processo di trasferimento di ricchezza, infatti è la fase del rinnovamento del mercato, dove le aziende di bassa qualità falliscono e verranno rimpiazzate da nuove aziende. Per quanto concerne le buone imprese, quelle rimarranno sempre, e se pur con fatica, riusciranno a sopravvivere e a diventare in futuro ancora più solide.
Per gli operatori il miglior modo di partecipare e afferrare una buona fetta di trasferimento di ricchezza sono le opzioni, ossia strumenti fatti a posta sia per proteggere gli investitori da grandi crolli, che per aggevolare lo scambio delle azioni, con la conseguente transazione fortificata della ricchezza.
