I fondamenti dell’analisi fondamentale (parte 2)
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Salve cari lettori, oggi continuiamo il discorso lasciato a metà nel precedente post. Stavamo parlando giusto dell’analisi fondamentale, della sua struttura e della sua importanza anche per noi operatori in opzioni. Bene, ora il nocciolo della questione è quello di affrontare la verifica di un rendiconto annuale o trimestrale. Per una esauriente analisi dei rendiconti dobbiamo tenere sott’occhio tre documenti:
il conto economico
i flussi finanziari
lo stato patrimoniale
Dunque per cominciare è importante segnarsi alcuni dati chiave (key stats), utilissimi per la valutazione e sono:
capitalizzazione
valore dell’impresa
valore degli asset dell’impresa
valore di listino (book value)
fatturato annuo
percentuale di crescita del fatturato futuro
utile netto annuo
flottante
percentuale di flottante libero
Con i dati alla mano, e dopo un preventiva valutazione di essi, è possibile accedere al primo vero documento contabile, il conto economico (income statement).
I ratio e gli indici da analizzare sono questi:
capitalizzazione/fatturato
percentuale di margine lordo
percentuale di margine netto
effetto operativo di leva
earnings per share (EPS)
capitalizzazione/utile netto
Capitalizzazione/fatturato esprime il rapporto tra la capitalizzazione e le vendite realizzate in un trimestre. Il margine lordo non è nient’altro che la differenza tra i ricavi e i costi di produzione (costi variabili). Il margine netto è invece la redditività netta dell’azienda, ossia la differenza tra i ricavi i costi di produzione e i costi amministrativi (costi fissi), non tenendo conto dei costi del capitale (tasse, imposte e dividendi). L’effetto operativo di leva corrisponde al rapporto tra il margine lordo e i costi fissi. L’ernings per share è il rapporto tra l’utile netto e il flottante, ciò per verificare la redditività di ogni singola azione detenuta dagli azionisti. E infine capitalizzazione/utile netto esprime il rapporto tra la capitalizzazione e l’utile netto.
Passiamo ora alla revisione del cashflow, dove l’unico ratio importante da verificare è:
capitalizzazione/cashflow
Si tratta semplicemente del rapporto tra capitalizzazione e cashflow.
Infine l’ultimo documento, che dal punto di vista di un investitore a lungo termine risulta essere il più importante, è lo stato patrimoniale ( balance sheet ). Lo stato patrimoniale è un documento che ci informa della situazione patrimoniale dell’azienda, cioè del rapporto tra le attività e le passività. In sostanza se il conto economico sintetizza la qualità dell’investimento, lo stato patrimoniale sintetizza la solidità dell’investimento. I ratio da tener d’occhio sono:
passività correnti/attività correnti
attività/passività
capitale proprio/capitale investito
passività/capitale proprio
Passività correnti/attività correnti sintetizza la situazione a breve dell’azienda, per quanto concerne il rapporto attività/passività correnti. Passività/attività mette a confronto le attività totali con le passività totali. Capitale proprio/capitale investito esprime il rapporto tra il capitale proprio dell’azienda (total equity) e l’intero capitale investito (asset). Infine passività/capitale proprio esprime il rapporto tra le passività e il capitale proprio (total equity).
Concludiamo la saga dei due post dicendo che non mi sono affatto dimenticato del benchmarking. L’analisi benchmarking è un’analisi di supporto a quella del rendiconto, infatti una volta misurati tutti i ratio e gli indici occorre semplicemente confrontarli con quelli della concorrenza per evidenziarne il giusto valore.
