Rating & downgrade
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Salve cari lettori, oggi definiamo quello che può essere definito un elemento in più per analizzare con successo un investimento. L’oggetto di studio è il rating di un investimento.
A garantire la corretta trasparenza del mercato sono oggi delle società di revisione private. Ogni mercato possiede le proprie società di revisione, dove gli analisti più illustri valutano le aziende in base alla qualità dei bilanci pubblicati, e ciò avviene trimestre dopo trimestre. Ogni azienda quotata ha l’obbligo di sottoporsi alla valutazione delle società di revisione, poste al controllo della Commissione per il controllo della Borsa e dei titoli e iscritte in un apposito albo detenuto dalla Borsa .
In passato le società di revisione sono state oggetto di corruzioni per falso bilancio, ma ciò oggi è irrisorio in quanto, quando una società certifica un falso bilancio, prima o poi il pubblico se ne accorge, ed è ovviamente costretta a chiudere i battenti a causa della perdita di fiducia di tutti gli investitori e a seguito dell’eliminazione dal mercato. Comunque per garantire al massimo l’investimento di operatori e risparmiatori, per legge, un’azienda è soggetta a dei controlli rotativi da parte di più società di revisione, cioè non è sempre la stessa società a revisionare e certificare il bilancio di un’azienda quotata. Comunque al di là di ciò, le società di revisione esprimono la qualità e la rischiosità di un investimento tramite un indicatore comune detto rating. Il rating di un investimento qualifica un titolo sotto un aspetto chiave, ossia il grado di rischio in relazione alla durata dell’investimento. Il rating perciò si divide in titoli adatti ad investimenti a lungo termine e titoli adatti a investimenti a breve termine. I titoli consigliati a lungo termine hanno il rating che varia dal giudizio “AAA“, posto in alto alla tabella, ossia il grado di investimento più sicuro, al giudizio “D“, posto a fine tabella, e classifica un investimento totalmente inaffidabile. Per i titoli a breve il giudizio varia dal giudizio “A-1+“, il migliore, al giudizio “D“, il peggiore. Fino ad ora queste sono informazioni utili solo relativamente per uno speculatore a breve come l’operatore in opzioni, però senza questa spiegazione non avrei potuto spiegarvi in poche parole che cos’è un downgrade. Un downgrade è un declassamento del rating di un titolo, cioè può capitare che a seguito di più bilanci trimestrali negativi, la stabilità patrimoniale può risentirne anche in modo grave, e questo ovviamente può provocare la variazione del rating in negativo. Questo processo è detto downgrade, e alla sua dichiarazione il titolo perde molta fiducia, soprattutto tra i risparmiatori. Su questa scia si viene a creare una forte ondata di vendite, di conseguenza un calo repentino del prezzo del titolo.
Tuttavia può capitare anche il contrario, e cioè che un titolo acquisti più stabilita e venga premiato con l’acquisizione di una classe superiore di rating, in questo caso è ovvio che il prezzo tende a salire, ma non con la stessa intensità con cui scende… Queste sono davvero informazioni d’oro per chi opera con le opzioni.
