La teoria di Dow
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Salve cari lettori. Oggi continuiamo il discorso lasciato a metà nell’ultimo post. Stavamo giusto parlando di Charles Dow, beh oggi vi esporrò la sua teoria. Dow definì per la prima volta la struttura dell’andamento delle tendenze di mercato. Egli dichiarò che il mercato si muove e si manifesta a seguito di tre tendenze dipendenti e coessenziali, infatti possiamo distinguere tra tre tipi di trend:
trend primario
trend secondari
trend terziari o minori
Il trend primario è la fase principale del mercato. Essa dura mediamente intorno ai 2 anni, e per essere considerata tale deve almeno coprire un arco temporale di 1 anno. La tendenza primaria, bullish o bearish, si muove su archi temporali a lungo termine, ed è perciò influenzata soprattutto dagli andamenti delle politiche macroeconomiche, dall’andamento intermercantile e dagli attributi fondamentali delle aziende (calcolati sui bilanci d’esecizio). Sotto l’ottica di un inquadramento globale, individuare il trend primario può essere utile per essere consapevoli dei cicli del mercato, ma ovviamente per noi operatori in opzioni e per tutti gli altri operatori a breve, non rappresentano assolutamente un target.
Poi abbiamo i trend secondari. I trend secondari si presentano più volte all’interno di un trend primario, e corrispondono ad una ricorrente correzione della tendenza principale. I trend secondari si identificano per il fatto che corrispondono a delle momentanee inversioni del trend principale, che durano per un arco compreso tra le 3 settimane e i 12 mesi massimo (non superano l’annualità). I trend secondari terminano con i noti punti di rintracciamento, in cui il mercato corregge il movimento subordinato per tornare sui suoi passi primari. I trend secondari sono influenzati per lo più da eventi fondamentali (earning, splits, grade, dividendi) e tecnici. I trend secondari sono presi in considerazione da operatori di medio termine, anche da operatori in opzioni con lunga scadenza (leaps), per cogliere una duratura e significativa escursione di prezzi. Studiare i movimenti secondari è comunque importante anche per gli operatori a breve termine, che possono comunque beneficiare di queste tendenze cogliendole solo in parte, ed inoltre solo attraverso lo studio tecnico dei movimenti secondari che si può restringere il campo dell’analisi dei movimenti tecnici terziari.
Infine ci sono i trend terziari o minori. I trend terziari riflettono le fluttuazioni del prezzo durante le escursioni primarie e secondarie. Durano meno delle 3 settimane e non hanno una struttura ben definita come lo è invece per gli altri due, infatti tali movimenti son infrequenti, disordinati e non causati da un fondamento logico, essendo largamente influenzati dal sentiment di mercato. Questi movimenti appartengono per l’80% dei casi alla competenza dell’analisi tecnica, salvo piccoli eventi fondamentali come news e rumors. Cogliere i trend terziari è l’obiettivo degli speculatori a breve termine. In questo caso noi operatori in opzioni a breve abbiamo bisogno di studiare un metodo analitico ed un trading system efficiente che possa farci identificare queste tendenze minori, garantendoci, attraverso l’uso della leva finanziaria, grossi profitti se pur in breve tempo e se pur con piccole escursioni di prezzi.
