La Balanced Scorecards
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Salve cari lettori, vi chiedo scusa per gli aggiornamenti meno costanti al blog, ma è un periodo molto denso di impegni, sto anche mettendo a punto degli studi con nuove tecnologie e piattaforme di trading, e spero di ultimarli e rendervene partecipi al più presto. In questo post discuteremo di analisi. Fino ad ora abbiamo sempre osservato minuziosamente quelle che sono le tecniche analitiche di breve termine, ma è anche importante non dimenticarsi di chi investe a medio- lungo termine nel mercato, perciò oggi parleremo di una tecnica di valutazione fondamentale che gli investitori in leaps (opzioni a lunga scadenza) ed in azioni gradiranno molto. Questa tecnica serve tanto anche a me. Personalmente non mi fido dell’analisi tecnica protratta nel lungo termine, infatti la uso solo per speculare nel breve. Quando mi ritrovo con un eccesso di liquidità in portafoglio spesso decido di investire in azioni, e l’impostazione dell’assets allocation la concepisco grazie ad una metodologia analitica e fondamentale che sta prendendo sempre più piede tra tutti gli stakeholder aziendali, questa tecnica, o metodo, prende il nome di Balanced Scorecards. Si tratta di un metodo di controllo e valutazione delle performance di un’azienda a 360 gradi, e secondo 4 prospettive chiave:
prospettiva strategica
prospettiva finanziaria
prospettiva del cliente
prospettiva dei processi interni
Si parte con la prospettiva strategica, che consiste nell’individuare le potenzialità del business d’impresa, tenendo conto dei punti di forza e di debolezza del settore in cui opera. La prospettiva strategica si concretizza nell’individuazione della mission aziendale, tenendo conto del prodotto o servizio offerto sotto il semplice aspetto della loro potenzialità di generare domanda nel prossimo futuro.
Si prosegue con la prospettiva finanziaria, che è quella che tutti conosciamo, e cioè il controllo e la valutazione dello stato di salute dell’impresa, sia dal punto di vista patrimoniale, sia da quello reddituale e sia da quello finanziario. Tutto questo attraverso l’applicazione di determinati indicatori costruiti sulle voci dei documenti contabili periodici.
Successivamente analizziamo lo stato dell’impresa secondo la prospettiva del cliente. In questo caso si prosegue ad una valutazione dello spessore del brand, del grado di sviluppo attuale della domanda dei prodotti o servizi dell’azienda, e della cosiddetta customer satisfaction, intesa come il grado di soddisfazione e fidelizzazione dei clienti, e del grado di attrarne di nuovi attraverso la massimizzazione della qualità e del servizio. Inevitabilmente con questo si accede pure ad una sommaria valutazione delle campagne marketing, intesa come promozione, canali di distribuzione e leadership di costo. La prospettiva del cliente ci aiuta ad esprimere una valutazione del capitale relazionale dell’azienda e del suo grado di consensi e notorietà sociale.
Infine abbiamo la prospettiva dei processi interni, che consiste nel valutare il grado di coordinazione sistematica interna dell’impresa. Un’impresa in salute conserva sempre un buon grado di rapporti tra i suoi collaboratori, intesi sia come stakeholder interni che esterni. Ci sono grandi aziende molto forti in tutti e tre le precedenti prospettive, ma che non conservavano un ambiente interno tranquillo e laborioso, per via di scontri idealistici tra sindacati e amministratori, o tra gli stessi sistemi delle funzioni interne, e proprio per questo sono letteralmente crollate. Ricordate che un’impresa è un’organizzazione fatta da uomini, e se non c’è il giusto ambiente per “pedalare” tutti in un’unica direzione, il gioco di squadra si ferma e la concorrenza ne approfitta.
