Nov 4 2008

L’analisi tecnica

Salve cari lettori, nei precedenti post abbiamo ho avuto l’onore di conoscere quelli che sono le caratteristiche e le metodologie operative dell’analisi macroeconomica e fondamentale. Oggi concentriamoci su una metodologia che fonda le proprie radici nell’analisi tecnica, la più importante per gli speculatori a breve termine. Con la conoscenza dell’analisi tecnica andiamo ad affrontare l’ultimo tassello delle insostituibili conoscenze che occorrono per “affrontare” il mercato. Oggetto dell’analisi tecnica sono lo studio dei movimenti e della formazione dei prezzi. L’analisi tecnica è molto vasta e comprende tre  sotto-analisi:

analisi grafica

analisi della volatilità

analisi dei volumi

analisi algoritmica

La prima sotto-analisi da che prendiamo in considerazione è l’analisi grafica, ma in questo post ci soffermeremo alla considerazione di alcune premesse fondamentali per la sua interpretazione. Con l’approfondimento della disciplina continueremo nei prossimi post. E’ chiaro che l’attenzione dell’analisi grafica si  concentra sui grafici, ossia le rappresentazioni delle successioni di prezzo in un sistema di assi. Lungo la verticale abbiamo la rappresentazione del prezzo, mentre sull’asse orizzontale il tempo. Esistono più tipologie di rappresentazioni grafiche che si differenziano non per i riferimenti (assi), ma per le unità rappresentative, e in merito a ciò possiamo distinguere le principali tra:

grafici lineari

grafici a barre

grafici a candele giapponesi o più semplicemente candlestick

Il grafico lineare è la tipologia più nota non tanto agli investitori esperti, perché lo usano poco, bensì è più noto tra i “non addetti ai lavori” o tra i principianti, ciò è dovuto alla sua semplicità ed immediatezza interpretativa. Si tratta quindi di collegare con una linea tutti i prezzi di chiusura, e si ottiene il grafico. Il grafico a barre è già una tipologia di grafico più completa, e la lettura è in po’ più articolata. E’ costituito da barre, ognuna a seconda dell’ampiezza rappresentativa può determinare unità che rappresentano dei minuti, un giorno o una settimana, comunque ogni barra a un’altezza proporzionale alla fluttuazione di prezzo giornaliera, e i prezzi di apertura e di chiusura sono contraddistinti da piccole barrette orizzontali che intersecano la barra verticale. Infine ci sono i grafici a candele giapponesi, o candlestick. E’ l tipologia di grafico più usata dai professionisti, questo perché è la forma più completa che esista. La sua costituzione è molto simile al grafico a barre, solo che la forma delle unità è chiusa a formare una candela, che al suo interno può avere delle colorazioni differenti a seconda se il prezzo di chiusura sia superiore o inferiore al prezzo di apertura.

Un ultima variabile da tenere in considerazione è la scelta del’ unità temporale, infatti sulle ascisse, a seconda della necessità di ampiezza di veduta, possiamo visualizzare i grafici intraday, a giorni, a mesi o ad anni. Con questo per oggi ci fermiamo qui, continueremo domani con il proseguimento dell’analisi grafica.

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