L’analisi dei volumi di scambio
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Salve cari lettori, oggi iniziamo la settimana con il proseguimento delle nozioni sull’analisi. L’analisi in questione è sempre l’analisi tecnica, solo che ci focalizzeremo su una sua sotto-analisi molto importante, l’analisi dei volumi. L’analisi dei volumi è davvero importantissima, e se ben integrata in un trading system, può determinare il successo di quest’ultimo. Gli studiosi la piazzano in senso gerarchico al secondo posto in ordine di importanza, ossia subito dopo l’analisi del trend di prezzo. In realtà io la affianco al primo posto, ciò perché queste due, l’analisi del trend e dei volumi, sono sinergiche, cioè lavorano insieme, e senza l’interpretazione dell’una non si prevede l’altra. Prima di proseguire è giusto capire a fondo che cosa sono i volumi. In finanza per volumi si intendono i volumi di scambio, cioè quante volte in un’unità di riferimento prescelta il titolo è stato scambiato tra gli operatori di tutto il mondo. In sostanza rappresenta il numero di scambi che un dato titolo ha subito nell’arco temporale, solitamente in una giornata di contrattazione. Graficamente i volumi sono posizionati in basso al grafico tradizionale, sulle ascisse c’è il tempo, sulle ordinate gli scambi, espressi spesso in milioni nel mercato USA, visto il gran numero di operatori che raccoglie.
L’analisi dei volumi è davvero essenziale, soprattutto per noi operatori in opzioni. Vedete gli operatori in opzioni traggono guadagno a breve termine, soprattutto quelli che operano con strategie direzionali, e per breve termine intendo davvero intraday o da un giorno ad un altro. Dico questo per farvi capire quanto sia indispensabile l’analisi dei volumi, cioè un’analisi utilissima a capire e captare i movimento terziari di un titolo, cioè i movimenti a brevissimo termine. Perciò se si vuole prevedere il movimento di un titolo a medio termine, è possibile far uso solo dell’analisi del trend, ma in ambito breve l’analisi dei volumi conta almeno quanto quella del trend, ma non basta, infatti come già accennato sopra, vanno sapute combinare, perché insieme formano una coppia perfetta. Le modalità di combinazione le vedremo in un’altra sede, ora vediamo come funzionano i volumi presi singolarmente. Per prima cosa occorre fare una distinzione:
trend bull
trend bearish
se ci troviamo in un trend bullish (toro), cioè rialzista, a volumi crescenti corrisponde un futuro proseguimento del trend, mentre a volumi decrescenti una stagnazione dei prezzi, o peggio ancora un’inversione. Ciò è dovuto al fatto che nel primo caso, a seguito di un aumento dei volumi, i venditori si troveranno di fronte una gran quantità di domanda da soddisfare, che è sintomo di fiducia nel trend in atto, mentre nel secondo caso i venditori faranno fatica a vendere a seguito dei ridotti scambi, in quanto gli operatori hanno perso fiducia nel trend, perciò per raggiungere un prezzo di equilibrio e ritrovare la fiducia dovranno far calare il prezzo di negoziazione
Se viceversa ci troviamo in un trend bearish (orso), cioè ribassista, le cose funzionano un po’ diversamente, infatti a volumi decrescenti il trend tende a proseguire, mentre a volumi crescenti tende all’inversione. Ciò è dovuto al fatto che nel primo caso gli operatori non hanno ancora trovato la fiducia nel trend e il titolo non scambia se non con il relativo abbassamento del prezzo di vendita, mentre nel secondo caso una ripresa degli scambi e sinonimo di risalita in quanto, a seguito della ritrovata fiducia, la domanda eserciterà di nuovo pressione sui venditori.
