Il Money Management
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Salve cari lettori. Oggi approfondiamo meglio la conoscenza del money management. Spesso questo è un argomento che si da per scontato, ed al quale molti trader ne “snobbano” lo studio. In realtà questo è un argomento che dovrebbe interessare molto, perché una ricerca dimostra quanto sia importante dal momento che il 30% del successo di un trader dipende proprio da una buona gestione del money management. Indirettamente ed inevitabilmente abbiamo già parzialmente affrontato la visione del money management con l’analisi rischio/rendimento. Infatti quest’ultima è la base di partenza dalla quale scaturisce una strategia amministrativa personale dei propri trade altamente efficace. Comunque ora basta con la teoria e veniamo alla pratica. Il money management è composto da 4 fattori:
Timing d’ingresso
Risk management
Position sizing
Assets allocation
Il timing d’ingresso è il prima categoria del money management. Essa rappresenta la strategia d’entrata in un mercato, attraverso una o più opzioni. Viviamo in un’epoca di mercati molto volatili e “nervosi”, e proprio per questa ragione il momento in cui entriamo nel mercato, se pur si tratti di istanti di secondo, può fare la differenza. Per sperare di guadagnare con il trading occorre entrare al posto giusto e al momento giusto. Il segreto per attuare una buona politica di timing è quella di avere un trading system che ci fornisca segnali operativi a breve termine, che sfrutti i classici segnali grafici ed i nuovi sistemi Gaiger (i sistemi algoritmici digitali). Il timing, come il risk management, è molto influenzato dalle emozioni del proprio stato d’animo, perciò è molto importante che vi affidiate al vostro trading system già precedentemente testato, è l’unico modo per non fare “cavolate”. La soluzione di questa categoria sta nel dare una risposta alla domanda:”quando entrare?”
In seconda analisi abbiamo il risk management. Questa categoria corrisponde alla nostra analisi rischio/rendimento, fornendoci dati importanti come la perdita ed il profitto massimo di un’operazione, il punto di break even, il current return, il capitale di rischio ed il pay-off. Grazie a questi dati è possibile definire la strategia d’uscita, definendo in anticipo il piazzamento dei trigger, cioè ordini condizionati come il take profit. Definire anticipatamente l’uscita secondo una buona analisi di risk management è importante, perché permette anche in questo caso si annullare la componente emozionale (come l’avidità), che in caso contrario potrebbe rovinare tutto. La soluzione a questa categoria sta nel dare una risposta alle domande:”quando prendere profitto? E dove posizionare lo stop loss?”
Ora ci soffermiamo un attimo sul position sizing. Questa categoria è molto semplice da capire, e consiste nello scegliere il volume della propria posizione. Essa si risolve con la risposta alle seguenti domande:”quante opzioni acquisto per un singolo trade? Ed inoltre reinvestirò oppure no eventuali utili nel caso io riesca a sconfiggere il drawdown?”
Infine abbiamo l’assets allocation. Questa categoria corrisponde alla parte del money management che tiene conto della diversificazione del proprio denaro, a sua volta tenendo conto della diversificazione delle posizioni aperte su diversi titoli oppure su strategie differenti. La soluzione a questa categoria sta nella risposta alla domanda:”come ripartisco il capitale a mia disposizione e che decido di investire?”
