Il momentum
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Salve cari lettori. Elemento da considerare dell’analisi algoritmica è il momentum, ossia un indicatore trend following di pura forza. Il suo calcolo è davvero banale in quanto viene effettuato sui dati del passato registrando le continue variazioni di prezzo su intervalli di tempo prefissati. In altre parole si tratta di paragonare il prezzo dell’ultima giornata a quello di una giornata precedente, compiutasi in passato di “n” giorni. A livello matematico la formula si presenta così:
M = W - Wt
dove W è il valore dell’ultimo prezzo di chiusura, mentre Wt è il valore, ad esempio, di 3 giornate precedenti. Se la differenza è positiva significa che si è in presenza di una variazione positiva più o meno forte, viceversa se la differenza è negativa significa che si è in presenza di una variazione negativa più o meno forte. Per valutare la forza con cui il trend si muove useremo perciò l’equity del momentum, presa in riferimento alla linea orizzontale dello zero. Perciò per valutare il segnale si prendono in considerazione due parametri, uno è il grado di inclinazione dell’equity, cioè più è inclinata, più il titolo si muoverà velocemente, l’altro e l’ampiezza, cioè la lontananza dallo zero, perché ovviamente più il momentum assume valori elevati e più è forte.
L’indicatore di momentum è un indicatore trend following come il MACD, solo che è più sensibile, perciò più adatto ad un’analisi a brevissimo termine, perciò molto utile per noi operatori in opzioni. Comunque genera segnali di acquisto quando l’equity taglia dall’alto verso il basso la linea dello zero, mentre genera segnali di vendita quando l’equity del momentum taglia dall’alto verso il basso la linea dello zero.
