Gen 31 2009

Filtri di mercato

Salve cari lettori, oggi analizziamo un aspetto importante dell’analisi tecnica, e cioè l’attendibilità delle trendline. Quante volte è capitato di aver tracciato delle perfette trendline ma queste poi si sono rivelate fallimentari. Le trendline sono pur sempre delle immaginarie rette tracciate sul grafico, e nonostante giochino un ruolo psicologico rilevante, non sempre assecondano le aspettative di rimbalzo degli operatori. Così possiamo far ricorso a tre criteri per verificare la definitiva rottura o meno di una trendline, che essa sia un supporto o una resistenza:

OBV

Filtri dei prezzi

Filtri temporali

Il criterio dell’OBV è il medesimo utilizzato per le bande di Bollinger visto qualche post fa. Infatti in prossimità di una trendline, alti volumi fanno precludere uno sfondamento del trend, mentre un calo di volumi anticipa un rimbalzo del trend. Per quanto concerne i filtri di prezzo, essi sono  molto utilizzati dagli analisti del mercato azionario, e consistono nel fatto che una trendline risulta definitivamente “sfondata” solo se il prezzo ha affondato in ragione del 3% circa. Viceversa ci si può sempre aspettare un ritorno ai vecchi massimi o minimi. Infine ci sono i filtri temporali, essi sono più largamente utilizzati nel mercato dei futures, ma sono ottimi anche nel nostro caso. I filtri temporali dichiarano la rottura della trendline solo se i prezzi chiuderanno per due giorni consecutivi al di sopra o al di sotto di essa.

Questi sono segnali in grado di far sviluppare una buona strategia di timing, e si sa che per noi operatori in opzioni ciò è di fondamentale importanza.

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